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CAMPIONATI ITALIANI 2015

Premessa: ho chiesto a Stefano se poteva scrivere anche poche righe sulla due giorni dei Campionati Italiani, dopo un oro e un bronzo e una bella partecipazione della nostra società.    

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Ciao Dario, sono in partenza per Madrid.   Provo ad essere rapido ed incisivo.  
Sabato 16 e domenica 17 maggio. L’orienteering torna sul luogo del delitto ovvero a Lavarone, più precisamente a Gionghi, dove nel luglio scorso gli atleti di 6 continenti si sono dati battaglia per l’assegnazione del titolo mondiale long distance e dove, più prosaicamente, si sono verificate premiazioni mondiali e cerimonie protocollari che hanno lasciato a bocca aperta gli alti papaveri dell’IOF.
Questa volta l’occasione è l’assegnazione dei titoli italiani sprint e middle distance, nel weekend più adrenalinico del calendario FISO.
 

La gara sprint si svolge sabato pomeriggio con prima partenza alle 14.30. Un format abbastanza nuovo che consente a chi arriva da lontano di evitare il pernottamento in loco il venerdì sera o una levataccia all’alba, ed alle squadre locali di non far saltare giorni di scuola agli under 18. La gara parte in realtà alle 15.00, con un tempo che alterna acquazzoni a sole cocente, a causa di un imprevisto del tutto nuovo: una famiglia di turisti ha acquistato da una settimana un appartamento davanti al quale, su una strada consortile, passerà la gara e che decide (pur nel massimo rispetto per tutti gli sport) di impedire il passaggio a costo di chiamare sindaco e carabinieri al fine di evitare coinvolgimenti a seguito di possibili infortuni o scontri davanti all’uscio di casa.

I percorsi sono ulteriormente rimaneggiati e ristudiati nei giorni antecedenti la gara a causa del rifiuto di far attraversare alcuni prati attorno a Gionghi (il caldo ha fatto crescere l’erba per la fienagione molto più di quanto previsto dai contadini quando gli organizzatori ne avevano raccolto i permessi per l’attraversamento dei campi). Ne è venuta fuori una gara solo in parte labirintica come può esserlo una sprint (si pensi al 2013 a Subiaco, o al 2014 a Sopramonte; da un blog che vanno per la maggiore leggo “sulla gara non c'è molto da dire: era una gara da correre, dalla 8 in poi (la 8 per il percorso dell’autore del blog n.d.r.) in modo quasi imbarazzante. Poi, come tutti voi ben sapete, l'orienteering è comunque sempre l'orienteering”…
Si, e Lucia è comunque sempre Lucia, e infatti va a vincere in grande scioltezza un ennesimo titolo italiano, staccando la rivale più immediata di 1 minuto e mezzo, che in una gara sprint è la durata diuna era glaciale!
Lasciando da parte chi ha provato il percorso Elite perché la gara è sprint e quindi si può dire per una volta che si è corsa la stessa gara degli atleti della nazionale italiana, spazio a Giorgia e Alessia (nipoti di Piero) e a Dario (figlio d’arte di Davide e Paola) che si divertono sul percorso Esordienti. Dario risulterebbe a tutti gli effetti il più giovane partecipante effettivo alla gara, classe 2010: lo posso ben dire io che ero sul traguardo a commentare e che l’ho visto arrivare sul traguardo con le sue forze! (in classifica c’è, al quarto posto, un “2014” che probabilmente era nel passeggino e si è accorto ben poco di cosa gli stava succedendo intorno).  
 
Domenica si sale a Millegrobbe, uno degli impianti cartografici più belli, più famosi, più belli, più scenografici… ho già detto “più belli”?... di tutto il globo. Lo scenario dell’anfiteatro di Malga Millegrobbe, con il pratone ed i laghetti davanti e la cornice di pini brillanti vale il prezzo del viaggio anche se non si dovesse fare la gara. Il tempo è variabile tra il meraviglioso e lo stupefacente, e gli iscritti sfoggiano oggi in ufficio una abbronzatura quasi da estate al mare.
Le gare sono veloci e non c’è la presenza di un rovo o di una spina nel raggio di chilometri; le difficoltà sono nell’orientamento tra i semiaperti e le radure  che rappresentano, oltre alle lanterne tra le rocce, le insidie per chi ha ambizioni di classifica.  
Quando Lucia arriva al traguardo è in testa alla classifica W55, e nel finale ha raggiunto e staccato Marirosa Hechich che potrebbe essere la sua rivale più accreditata. Per lei alla fine arriva il bronzo, ennesimo alloro da mettere nel palmares, perché la griglia consente la formazione di alcuni “trenini” che si formano e si sciolgono lungo il percorso, ed alla fine Lucia si trova sopravanzata in classifica da altre (comunque fortissime) atlete della categoria master femminile.
Lasciando da parte chi ha provato il percorso Elite perché la gara è middle e quindi si può dire per una (seconda) volta che si è corsa la stessa gara degli atleti della nazionale italiana (a costo di arrivare rantolando), il campionato italiano middle lascia belle sensazioni positive nei master al via: Davide, Roberta, Attilio ed Ezio tornano a casa con un ricordo senz’altro bellissimo del campo di gara dei mondiali di Sci-O 1984, di due tappe della 5 giorni dei Forti 2001 e di una JTT corsa sotto una terribile grandine nel 2005.
Giorgia ed Alessia, accompagnate dall’ “ombra” Piero, scorrazzano per Malga Millegrobbe nella categoria Esordienti, divertendosi a mille: lo speaker annuncia che l’atleta (Piero) che si vede a 500 metri di distanza, perché tale è la visibilità dalla zona di arrivo, è in giro con una telecamera GoPro… immediatamente si attiva una equipe di scienziati per capire come una GoPro sia visibile da 500 metri , ma soprattutto si attiva Rai Sport che chiede le immagini per inserirle nel filmato che andrà in onda su tv nazionale a riepilogo di questi campionati italiani.  
 
E questa volta non venitemi a chiedere “ci siamo persi qualcosa?” perché la risposta è SI e non vorrei davvero infierire: campionati italiani + Lavarone + Millegrobbe è qualcosa che, se vi manca, dovete davvero fare prima o poi. Giorgia, Alessia e Dario si sono già portati avanti con il lavoro! J
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Grazie Stefano, per le prossime gare contiamo ancora su di te !

 

 

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